L’esperienza

L’accordo di pace e amicizia del 2018 tra Etiopia ed Eritrea ci permette di approfittare delle relazioni amichevoli fra questi due paesi del Corno d’Africa. Con il tour Eritros: vogliamo essere fra i primi a farti conoscere questi due paesi con un percorso molto speciale. Conosceremo il sud dell’Etiopia esplorando i gruppi etnici ad est della Valle dell’Omo; visiteremo i loro villaggi e i paesaggi di questa zona intorno al fiume Omo, dove troveremo la più grande concentrazione di gruppi etnici del paese: Karo, Mursi, Arbore, Hamer, Benna, Borena… Niente di quello che troveremo nel sud dell’Etiopia sarà uguale a quello che troveremo al nord. Inizieremo dalle storiche regioni del nord, il Lago Tana, Gondar, Lalibela e la regione del Tigrai. La regione etiope del Tigrai, unita da stretti legami con l’Eritrea, è la patria di paesaggi montani e vertiginose zone rocciose che nascondono le chiese rupestri, luoghi di culto isolati per secoli. Un buon esempio è la piccola chiesa Abuna Yemata Guh, che contiene impressionanti affreschi del 14° e 16° secolo. Il complesso di chiese scavate nella roccia di Lalibela è straordinariamente eccezionale e unico al mondo. Non è un insieme di templi inerti, è stato per più di 900 anni, un centro spirituale e religioso; con templi attivi dove incontreremo sacerdoti, religiosi e pellegrini in un ambiente unico. Attraverseremo la vicina Eritrea per scoprire la bellezza, la cultura e l’architettura delle città di Asmara, Keren e Massaua; saliremo sul favoloso treno a vapore per vivere un viaggio nel tempo; e navigheremo tra le incantevoli isole di Dahlak.

Dettagli

  • Viaggio in gruppo
  • Hotel, Lodge, Campeggio, Campeggio libero
  • Guida Kananga di lingua italiana (se disponibile) o inglese/spagnola

Attività extra

  • Cerimonia Hamer

Particolari del percorso

  • Trek al Tigrai per visitare le chiese costruite nelle rocce
  • 2 notti in Lalibela, Patrimonio dell’Umanità
  • Le impressionanti cascate del Nilo Azzurro
  • Nella valle del fiume Omo visiteremo le etnie e le tribù più sorprendenti del paese
  • L’affascinante architettura dell’Eritrea
  • Viaggio nel tempo in Eritrea con il treno a vapore
  • Navigazione durante 3 giorni per le paradisiache isole Dahlak

Tappe significative

Tradizioni Etiopi

Anche se in molti pensano che la regina di Saba venga dallo Yemen, gli etiopi affermano che lei visse e regnò fuori dalla città di Axum. La regina, conosciuta come Makeda, si dice, regnò durante l’XI e il X secolo a.C. su un vasto impero che comprendeva l’attuale Etiopia, Yemen, Gibuti ed Eritrea. Arrivò a possedere una flotta con più di 70 navi e carovane di oltre 500 cammelli, con cui commerciava con paesi lontani come l’India. Makeda, attratta dalla fama di un monarca di nome Salomone, si trasferì nelle lontane terre di Gerusalemme portando regali come oro, avorio e spezie. In segno di ringraziamento, il re la invitò a rimanere nel palazzo reale. Un giorno Makeda decise di tornare ad Axum, convertita al giudaismo, e con in grembo Menelik, che più tardi divenne il fondatore della dinastia salomonica che ha governato l’Etiopia quasi ininterrottamente fino al 1974. All’età di 22 anni il monarca Menelik tornò a Gerusalemme per incontrare suo padre. Fu accolto con tutti gli onori, rimanendo per un totale di tre anni in città. Prima del suo ritorno nel palazzo di Axum, Menelik sognò che, per desiderio divino, avrebbe dovuto rubare l’Arca dell’Alleanza e portarla con sé in Etiopia. Lo fece e, sebbene all’inizio il re Salomone mandò le sue truppe per catturarlo, alla fine lo lasciò partire perché anche lui aveva fatto lo stesso sogno di Menelik. D’allora, l’Arca dell’Alleanza è rimasta in Etiopia, nella chiesa di Santa Maria di Sion ad Axum, custodita da un sacerdote. L’unico che la può vedere.

Etnie

Una delle principali attrazioni del viaggio è la grande diversità etnica in cui ci imbatteremo durante il tour nella parte meridionale dell’Etiopia, in particolare nella Valle dell’Omo, crocevia di diverse culture e gruppi etnici per migliaia di anni. Si trova nel sud del paese e lì troveremo il 69% dei 78 gruppi etnici dell’Etiopia:

Gurage: gruppo etnico che vive a sud-ovest di Addis Abeba e che costituisce il 20% della popolazione totale della capitale etiopica. La varietà dei dialetti di questo gruppo etnico è così ampia che, a volte, non si capiscono tra loro. Si pensa che provengano dal Gura Tigre e dal Gurage Orientale e hanno la loro origine nella regione di Harar, da dove sono scappati nel corso del XVI secolo, dopo l’invasione di Ahmad ibn Ibrahim “Gurey” (1506-1543). La loro coltivazione principale, “l’ensete” (noto in occidente anche con l’appellativo di “falso banano”) è molto resistente alla siccità ed è molto simile al banano. Da lei si ottiene un gran numero di prodotti di grande utilità. Con la fibra si fanno: sacchetti, stuoie, materiali da costruzione, ecc. le foglie verdi sono usate invece come piatti o cibo per il bestiame; le foglie essiccate invece per la fabbricazione di stracci, spazzole, pannolini, involucri per burro, ecc. Altre parti sono impiegate per la preparazione di medicinali per le persone e gli animali (per fratture ossee, diarrea, complicazioni del parto, ecc.), mentre la polpa viene utilizzata per la produzione del kocho, il tradizionale pane Gurege. Le loro principali attività sono la produzione di tessuti, del vasellame (attività propria delle donne), del ferro battuto ed il commercio.

Karo: vengono dalla regione montuosa dell’Hamer-Benna, che abbandonarono a causa di una grande siccità in cerca di pascoli. Così arrivarono alle rive del fiume Omo dove si insediarono. L’abbondanza della mosca tse-tse nella regione sterminò i loro greggi e li costrinsero a dedicarsi all’agricoltura di sussistenza basata su sorgo, fagioli e mais. Completano la loro dieta con pesci e miele. In tutto sono solo 1.900 e i loro baratti principali sono con gli Hamer, i quali cedono i pascoli del proprio bestiame in cambio di prodotti locali, e i Dassanech. Il governo cerca di sradicare l’usanza di questa gente di abbandonare i bambini nati prima del matrimonio o quelli con difetti o malformazioni, perché pensano che portano sventura alla comunità. Sono famosi per dipingere i loro volti e corpi con i pigmenti che fabbricano con materiali naturali ottenuti dalle rocce.

Oromo: emigrarono dal Corno d’Africa quattro secoli fa e, insieme con gli Amhara e i Tigre hanno dominato il governo e le classi militari dell’impero etiopico, essendo il gruppo etnico politicamente dominante nel corso dei secoli XVIII e XIX. Il popolo Oromo è diviso in quattro gruppi principali: Wallaga, che occupa la parte occidentale del paese Oromo, i Tulama che sono più legati all’ Amharico, e che utilizzano ancora di più di loro questa lingua vernacolare, l’Arsi nel Oromo Sud, e gli Harage che vivono nella parte orientale del paese, nei centri urbani di Harar e Dire Dawa e nei dintorni in villaggi rurali. Nelle aree rurali l’attività tradizionale è l’allevamento di bestiame con l’agricoltura come attività secondaria. L’abitazione tipica è il tukal o capanna rotonda costruita con rami di acacia ricoperti di stuoie vegetali. Il tetto conico ha un’apertura per far salire il fumo. La sua dieta principale si basa sulla durra (un tipo di cereale), mais, lenticchie, riso, latte, carne e frutti selvatici.

Hamer: Il territorio Hamer si va restringendo dalle pianure dell’Omo inferiore verso Chew Bahir. La sua popolazione è di circa 50.000 abitanti. Allevano mucche e capre e coltivano sorgo, verdura, tabacco e cotone. Questo gruppo etnico è noto per le sue raffinate ceramiche e le sue caratteristiche acconciature. Le donne mescolano il grasso animale con l’ocra per spalmarlo sui capelli, creando favolose acconciature color rame. Se un uomo ha ucciso un nemico o un animale pericoloso, gli è permesso indossare un copricapo di argilla e piume di struzzo, che può portare da un minimo di 3 mesi a un massimo di un anno. Gli Hamer sono anche considerati maestri della decorazione del corpo. Ogni ornamento ha un significato speciale come gli orecchini, che indicano il numero di mogli che un uomo possiede. Le donne indossano collane di perle, bracciali di ferro a spirale e decorano la pelle con conchiglie. Gli ornamenti di ferro intorno al collo, conosciuti come “ensente”, sono indossati solo da donne sposate o fidanzate e indicano il prestigio e la ricchezza del marito. Le donne single o giovani portano una lamina di metallo tra i capelli. Il rituale più importante degli Hamer è l’Ukuli Bula o “Toro che salta”, una cerimonia di iniziazione in cui un giovane diventa adulto e presto potrà sposarsi. Il giovane, con la sua caratteristica acconciatura e completamente nudo deve saltare sopra una serie di mucche messe in fila senza cadere.

Ari: abitano il confine settentrionale del Parco Nazionale Mago. La loro popolazione è di circa 10.000 abitanti. Hanno grandi quantità di bestiame e sono produttori di miele che, normalmente, usano come moneta.

Benna: si ritiene che ci siano circa 35.000 persone che abitano nella zona superiore ad est del Parco Nazionale del Mago. La maggioranza pratica l’agricoltura e la sua dieta è completata dalla caccia. Quando uccidono un bufalo, decorano il corpo con argilla e fanno festa nel villaggio.

Mursi: sono i più noti tra tutti quelli che abitano la Valle dell’Omo. I Mursi, che raggiungono gli 8000 abitanti, sono pastori nomadi che si muovono secondo le stagioni tra la bassa steppa di Tama e le colline Mursi nel Parco Nazionale del Mago. Alcuni Mursi praticano l’agricoltura in aree in cui la mosca tse-tse non consente l’allevamento del bestiame. La loro lingua è di origine nilotica- sahariana. Probabilmente la più eccezionale delle loro tradizioni è quella delle donne di portare un piatto di ceramica sul labbro inferiore come simbolo di bellezza. La cerimonia che caratterizza i Mursi è la Donga, una lotta molto violenta con bastoni lunghi 2 tra diversi uomini per acquisire prestigio e, spesso, per decidere il capo della comunità.

Konso: fino a non molto tempo fa il gruppo etnico Konso era praticamente sconosciuto. Una società pagana con un complesso sistema di gradi in funzione dell’età. Hanno una ricca cultura e sono ottimi agricoltori. Le terrazze in pietra, splendidamente costruite, hanno permesso loro di sviluppare l’agricoltura in una regione arida, ottenendo grazie a ciò buoni risultati. Quando muore un guerriero Konso viene onorato con una serie di sculture scolpite in legno, le famose “waga” di Konso.

Borena: sono pastori semi-nomadi che abitano la regione arida e calda delle pianure ad est di Konso. Le loro vite sono dedicate interamente al bestiame. Durante la lunga stagione secca si ingegnano per trovare l’acqua per i loro greggi. Per combattere questo problema, i Borena hanno sviluppato una soluzione particolare, “i pozzi canterini”. Sono pozzi che scavano in profondità nella terra e che sono singolarmente assegnati a ciascun clan. Per dare acqua al bestiame, gli uomini fanno una specie di scala umana dal fondo del pozzo (circa 30 m) e sollevano secchi d’acqua facendoli passare di mano in mano e riempiono gradualmente i canali. Il lavoro è incredibilmente difficile e gli uomini di solito cantano in armonia per incoraggiarsi a vicenda. Diverse centinaia di mucche si riuniscono per bere nei canali allo stesso tempo, diventando qualcosa di memorabile da vedere.

Patrimoni dell’Etiopia

Tigrai: Questa regione dell’Etiopia ha stretti legami storici con l’Eritrea. Vi sorgono santuari religiosi magnifici e bui, chiese scavate nelle pareti dei precipizi praticamente sconosciute anche al resto degli etiopi, il “segreto meglio custodito” descritto dall’accademico britannico Ivy Pearce come “il più grande lascito storico-culturale di tutta l’Etiopia”. I suoi paesaggi montagnosi ed i suoi precipizi vertiginosi ci conducono a questi gioielli d’architettura che assorbono spiritualità direttamente dalla roccia in cui sono scavati. Queste chiese non sono attrazioni turistiche ma luoghi di culto vivi che hanno attraversato i secoli, inaccessibili e nascosti agli occhi dei viaggiatori che raggiungevano queste terre. Chiese come quelle di Abuna Yemata, Maryam Korkor o Daniel Korkor ci lasceranno senza fiato.

Lalibela: Patrimonio Mondiale dal 1978, il complesso di chiese scavate nella roccia di Lalibela è straordinario, eccezionale e unico al mondo. Lalibela non è un insieme di templi inerti, è da più di 900 anni un centro spirituale e religioso; con templi attivi dove incontreremo sacerdoti, religiosi e pellegrini in un ambiente unico. Costruito durante il regno del re Lalibela (dinastia Zagwe la unica che riuscì a interrompere il periodo salomonico) nel XII secolo, si compone di un insieme di 11 chiese distribuite in due chiostri, uno a nord-ovest con sei chiese, un altro a Sud-est con quattro. Nel mezzo, troviamo la chiesa di San Giorgis, la più imponente e caratteristica di tutte le chiese monolitiche.

Le chiese di Lalibela sono state costruite seguendo due diversi metodi:
– Formazioni monolitiche scavate sotto il livello del suolo, come le chiese del chiostro orientale e di San Giorgis
– Scavato sui fianchi verticali della roccia o utilizzando cavità o crepe esistenti. Queste sono quelle che vedremo nel chiostro occidentale

Gondar: Conosciuta come “Camelot d’Africa”, si trova all’incrocio di tre delle principali rotte carovaniere. Il posto ideale per diventare la capitale e infatti lo è stata per più di 250 anni dalla sua fondazione da parte dell’imperatore Alam Sagad o Fasílades nel 1635. La caratteristica più impressionante di questa città è la cittadella Fasil Ghebbi. Al suo interno troveremo un esempio unico di stile architettonico, chiamato stile di Gondar, dove, su una base di stile arabo locale, si vedono influenze dello stile barocco europeo introdotte dai missionari portoghesi e le tecniche architettoniche indiane della calce cotta portata dai maestri costruttori arrivati da Goa. Il recinto reale è circondato da un muro di novecento metri di lunghezza con dodici porte e due ponti. Al suo interno sono raggruppati diversi edifici storici, tra cui spicca il castello di Re Fasilades, che è il capolavoro dello stile Gonder. Un altro degli edifici emblematici è l’Abbazia di Debre Birhan Selassie, con la sua chiesa circolare, decorata al suo interno da bellissimi murali con oltre ottanta cherubini sul tetto.

Bahar Dar: si trova sulle rive del Lago Tana, il più grande lago d’Etiopia. Nel mezzo del lago ci sono piccole isole con imponenti monasteri e chiese storiche, la maggior parte di esse risalenti al 17 ° secolo, la loro principale attrazione sono i dipinti e affreschi di una grande ricchezza policromatica. Saremo spettatori della vita tranquilla dei pescatori, nelle loro barche “tankwa” fatte di papiro. In questa zona troveremo le cascate del Nilo Azzurro, o “Tis Abay”. Quando il fiume è al massimo della sua portata ha una larghezza di circa 400 mt. e una cascata di 45 m.

Terraze Konso: questa zona è un territorio arido di 55 km² che contiene terrazze e muri in pietra e insediamenti fortificati situati nell’altopiano di Konso, nel sud-ovest dell’Etiopia. Il paesaggio, nel quale si possono trovare statue antropomorfe in legno che simboleggiano eventi particolarmente eroici, è un chiaro esempio dei valori comuni, della coesione sociale e della conoscenza dell’ingegneria delle loro comunità. “Un museo vivente in cui le persone vivono e mantengono le loro tradizioni e costumi”, secondo il direttore del Ministero della conservazione, cultura e turismo dell’Etiopia, il sig. Hailu Zeleke.

Valle fiume Omo: È un posto unico che ospita la più grande concentrazione di gruppi etnici del paese. Gli antropologi ritengono che quest’area del sud del paese sia stata un punto di grande confluenza culturale e un mix di diversi gruppi etnici (cuscitico, nilotico, omotico e semitico). Le etnie della Valle dell’Omo sono tra le più affascinanti del continente africano.

Eritrea

Asmara: la capitale modernista dell’Eritrea. Alla fine degli anni ’30, gli italiani cambiarono l’immagine della città con nuove strutture e nuovi edifici, si chiamava allora “Piccola Roma”. Attualmente la maggior parte degli edifici sono di origine italiana e alcuni luoghi hanno nomi in quella lingua (ad esempio “Bar Vittoria”, “Pasticceria moderna”, “Casa del formaggio”, “Ferramenta”). Contiene la più grande concentrazione di architetture degli anni ’30, con la sua eredità di castelli, torri o ville déco, arricchite con colori vivaci. Da sottolineare la cattedrale cattolica di Santa Maria, con i suoi affreschi ben conservati, e la chiesa copta Nda Mariam. Il mercato di Medeber è il miglior esempio della vita dei diversi gruppi etnici, dove gli artisti modellano oggetti di ogni tipo con metallo riciclato. Ci sorprenderà l’insolita costruzione della stazione di servizio Fiat Tagliero.

Treno a vapore: la linea ferroviaria eritrea fu costruita dagli italiani nel 1897, quando l’Eritrea era una colonia del Regno d’Italia. Il leggendario treno, inaugurato nel 1912, collegava il porto di Massaua, sul Mar Rosso, e la capitale del paese, Asmara. Benito Mussolini cercò di espandere la linea verso ovest, ma l’inizio della guerra per conquistare l’Etiopia paralizzò definitivamente questo progetto di espansione. Il treno a vapore eritreo ebbe i suoi giorni di gloria in quei primi anni del 20° secolo. Erano i treni a vapore più moderni d’Africa. La storia del breve passaggio e sconfitta dell’Italia nel corno d’Africa è nota. L’Eritrea poi lottò contro l’Etiopia alla ricerca dell’indipendenza, e per anni guerreggiò in mille battaglie condannando a morte i suoi uomini, la sua ferrovia venne smantellata, e lasciata ad arrugginirsi sotto il sole mentre le sue locomotive erano abbandonate in padiglioni fatiscenti. Negli anni ’90 del secolo scorso arrivo l’indipendenza dell’Eritrea e la sua separazione dall’Etiopia; e il nuovo stato eritreo iniziò a ricostruire il vecchio tracciato nel 1994. Il fumo della locomotiva sale verso il cielo africano mentre i vagoni carichi di legno avanzano sul bordo dei precipizi in un paesaggio incomparabile. Durante il viaggio offrono del caffè preparato a fuoco lento. Ritorneremo all’epoca coloniale attraversando ponti, gallerie e stazioni, attraverso paesaggi suggestivi e panoramici. Il treno collega le città di Asmara e Massaua, faremo un viaggio di circa 18 km (fino ad Arbaroba) o di 28 km (fino a Nefasit), in funzione dei permessi.

Isole Dahlak: considerate le perle del Mar Rosso, sono simili alle Maldive di 20 anni fa. L’arcipelago del Dahlak, parco nazionale, contiene oltre 200 isole, solo 4 delle quali sono abitate. Navigheremo in motoscafo per tre giorni. Mangeremo il cibo ricco e fresco che il nostro cuoco preparerà per noi. Dormiremo su spiagge paradisiache nelle nostre tende, passando una serata tranquilla sotto un incredibile cielo stellato. Potremo fare snorkeling alla barriera corallina, in acque cristalline, con pesci colorati, tartarughe, mante, delfini … Un paradiso unico al mondo.

I trekking

I trekking nei nostri tour sono pensati per calarsi nella natura e nella storia del paese. Sarete accompagnati dalla nostra guida Kananga e dalla nostra guida locale in ogni zona. Non serve una preparazione fisica specifica per poter effettuare questi trekking ma è richiesto avere un minimo di forma fisica. Il ritmo verrà adeguato al vostro livello di forma fisica formando, se necessario, 2 o 3 gruppi differenti. Non sono né obbligatori né indispensabili per poter proseguire con il tour, sono però fortemente consigliati per poter godere delle meraviglie che scopriremo durante i percorsi. Chi li troverà troppo impegnativi potrà parlare con la nostra guida per provare ad organizzare delle attività alternative.

Regione del Tigrai: avremo la possibilità di partecipare ad alcuni di questi trekking per poter visitare alcune delle oltre 150 chiese che si trovano sparse in questa regione montagnosa

  • Trekking Abuna Yemata:Non è adatto ai viaggiatori che soffrono di vertigini. Sono circa 450 metri di dislivello che si coprono in circa una ora di cammino. È la salita più tecnica tra quelle che faremo. Sarà nella parte finale del trekking e sarà necessario arrampicarsi aiutandosi con mani e piedi, usando gli scalini intagliati nella roccia e le spaccature nella parete della montagna. Saremo assicurati con una imbragatura ed una corda. Dopo la salita entreremo nella chiesa attraverso uno stretto passaggio con un precipizio al lato, per questo motivo cammineremo ben attaccati alla parete. Tanta fatica verrà ricompensata dalla vista di un panorama straordinario e dagli interni della chiesa. In questo trekking saremo sempre accompagnati da una guida locale e da dei rangers.
  • Trekking Maryame Daniel Korkor: è il trekking più lungo tra quelli che facciamo in Tigrai ma è meno tecnico di quello di Abuna Yemata. Dura 4 ore e mezza calcolando anche le visite alle due chiese distanti tra loro solo 3 minuti a piedi. Sono circa due ore di salita con tratti con differenti caratteristiche: alcuni sono più rocciosi, altri hanno pareti con forme e tonalità curiose e sempre con panorami spettacolari. C’è solo un tratto in cui è necessario aiutarsi tenendosi per mano. In questo trekking saremo sempre accompagnati da una guida locale e da dei rangers e potrete ingaggiare dei portatori.

Raccomandazioni:

  • Scarpe da trekking, impermeabile ed una giacca o felpa.
  • Portare abbastanza acqua (parlatene con la vostra guida).
  • Contrattare dei portatori per farvi trasportare gli zaini. A fronte di una piccola mancia gli sarete molto grati (parlatene con la vostra guida).
Prezzo base
4.105,00
Disponibilità
Da luglio a settembre
Durata
24 giorni
Stati attraversati
Eritrea, Etiopia

Itinerario

Giorno 1

Italia – Addis Abeba

Partenza con volo regolare per Addis Abeba. Notte in volo

Giorno 2

Addis Abeba – Arba Minch

Arrivo ad Addis Abeba il “Nuovo Fiore” inizieremo in direzione sud questa avventura in 4×4, per scoprire l’architettura del Dorze, noto per le sue case a volta prima di raggiungere Arba Minch. Lodge.

Giorno 3

Arba Minch – Lago Chamo – Valle dell’Omo – Jinka

Navigheremo in barca sul lago Chamo tra ippopotami e coccodrilli. Visiteremo gli insediamenti di Konso e conosceremo gli Tsemay. Attraversando luoghi frondosi arriveremo alla Valle dell’Omo, passando per Jinka, popolazione crocevia di gruppi etnici. Hotel.

Giorno 4

Jinka – Parco Nazionale Mago – Tribù Mursi – Turmi

Entreremo nel P.N. Mago per visitare i villaggi Mursi, ammirando il paesaggio della savana e della fauna del parco. Più tardi, nei mercati settimanali, i Karo, Ari, Benna e Hamer ci offriranno i loro prodotti. Campeggio.

Giorno 5

Tribù Karo – Turmi

Sulle rive del fiume Omo vedremo i bellissimi disegni corporali del gruppo etnico Karo. Nel pomeriggio, se saremo fortunati, potremo assistere a una cerimonia o rituale in un villaggio Hamer (non incluso). Camp.

Giorno 6

Turmi – Yabelo

Lasceremo alle spalle il territorio di Hamer, attraversando le terre di Oromo, per entrare nella regione di Konso e Arbore. Siamo arrivati a Yabelo. Hotel locale

Giorno 7

Yabelo – Cratere del Sod – Dila

Scenderemo alla base dal cratere Sod per conoscere la dura vita degli estrattori di sale nel lago. Ci sorprenderanno nei pozzi il canto dei Borena, mentre raccolgono l’acqua durante la stagione secca, poi ci dirigeremo verso nord. Hotel.

Giorno 8

Dila – Bishoftu

Lasceremo la regione d’Omo a nord, attraversando la regione di Awasa e la regione del Guji, verde e fertile. Mangeremo nella città di Awasa e proseguiremo il percorso ammirando un meraviglioso tramonto. Lodge.

Giorno 9

Bishoftu – Addis Abeba – Bahar Dar

Dopo colazione ci dirigeremo verso la capitale, dove in poche ore visiteremo i punti più importanti della città. All’ora concordata, trasferimento all’aeroporto per prendere il nostro volo per Bahar Dar, ai piedi del grande lago Tana. Lodge.

Giorno 10

Bahar Dar – Gondar

In barca, visiteremo alcuni dei monasteri più belli situati sul lago. Vedremo i pescatori nelle loro barche tradizionali chiamate “Tankwa”. Scopriremo il “Tis Abay”, tradotto dall’amarico “acque fumanti”, le impressionanti cascate del Nilo Azzurro, con un salto di 45m. Circumnavigando il Lago Tana, ci dirigeremo verso Gondar. Hotel.

Giorno 11

Gondar – Lalibela

Scopriremo gli affascinanti castelli, i bagni del re Fasilades e la bellissima chiesa di Debre Birhan Selassie, con i suoi oltre ottanta cherubini che ci osservano dall’alto. Via terra e tra meravigliosi paesaggi montuosi arriveremo a Lalibela, l’ottava meraviglia del mondo. Hotel.

Giorno 12

Lalibela

A Lalibela troveremo un insieme unico di imponenti chiese rupestri scavate in una grande massa di basalto rosso, il principale esponente dei resti della dinastia Zagüe. La devozione di centinaia di pellegrini dirigerà i nostri passi attraverso un labirinto di 11 chiese divise su due fianchi, con il meglio conservato separato dal resto, Bete Giorgis, coronato da un’imponente croce. Hotel.

Giorno 13

Lalibela – Tigrai

Andremo nel cuore del Tigrai, Mekele. Entreremo nella regione montuosa del Tigrai per esplorare alcune delle chiese più inaccessibili della regione situate in un ambiente fantastico. Hotel.

Giorno 14

Tigrai

Dalla strada vedremo la scarpata che conosceremo durante la nostra ascesa alla piccola chiesa di Abuna Yemata Guh, una delle più belle del paese. Costruita all’interno della roccia e di fronte a un precipizio, non è facile accedere, perché si deve fare una piccola scalata. Il sacerdote ci accoglierà ai piedi della scarpata, dove avremo magnifiche viste, all’interno della chiesa, vedremo sulle pareti e sui soffitti, affreschi incredibilmente ben conservati. Lodge.

Giorno 15

Tigrai – Axum

Inizieremo il nostro cammino verso Axum. Visiteremo il monastero di Debre Damo, in cima a un precipizio. A causa del suo carattere monastico, l’accesso è consentito solo agli uomini. Ad Axum, patria di civiltà perdute, visiteremo le tombe dei grandi re, i loro giganteschi monoliti e Santa Maria de Sion dove, secondo la leggenda, è custodita l’Arca dell’Alleanza. Hotel.

Giorno 16

Axum – Asmara

Attraverseremo il confine per entrare in questo storico paese che nasconde molti tesori africani. Arriveremo ad Asmara, capitale modernista con la più grande concentrazione di architetture degli anni ’30, con il suo lascito di castelli, torri o ville déco, arricchiti da colori vivaci. Visiteremo la cattedrale cattolica di Santa Maria con i suoi affreschi ben conservati e la chiesa copta Nda Mariam. Il mercato di Medeber è il miglior esempio della vita dei diversi gruppi etnici, vedremo artisti modellando oggetti di ogni tipo riciclando metalli. Ci sorprenderà l’insolita costruzione della stazione di servizio Fiat Tagliero. Hotel.

Giorno 17

Asmara – Keren

Dopo aver ottenuto i permessi, andremo nella seconda città dell’Eritrea, Keren, terra di Bilen, crocevia tra gli altipiani e le pianure, nota per le sue elaborate opere in argento. Hotel.

Giorno 18

Keren – Asmara

Visiteremo i punti più importanti come il mercato, la moschea, la piccola chiesa greca, l’antica fortezza, o la cappella di Mariam Dearit, con la sua vergine costruita all’interno di un bellissimo baobab. Ritorno ad Asmara. Hotel.

Giorno 19

Asmara – Treno per Arbaroba O Nefasit – Massawa

Oggi ci avventureremo a prendere il leggendario treno a vapore, la cui costruzione iniziò nel 1897 ed è considerato un gioiello dell’ingegneria italiana. Ci trasferiremo all’epoca coloniale e attraverseremo ponti, gallerie e stazioni, attraverso paesaggi suggestivi e panoramici. Il treno collega le città di Asmara con Massaua, però faremo solo un viaggio di circa 18 km (fino ad Arbaroba) o di 28 km (fino a Nefasit), in funzione dei permessi ottenuti. Raggiungeremo le spiagge di Massawa scendendo a circa 2.450 m. Hotel. Sulle rive del fiume Omo potremo ammirare i bellissimi disegni corporali del gruppo etnico Karo. Nel pomeriggio, se saremo fortunati, potremo assistere a una cerimonia o ad un rituale in un villaggio di Hamer (non incluso). Hotel.

Giorno 20

Massawa – Isole Dahlak

Inizieremo la nostra navigazione motorizzata attraverso le meravigliose isole Dahlak, le perle del Mar Rosso. Per tre giorni ci sposteremo attraverso le diverse isole dell’arcipelago di Dahlak (ci sono più di 200 isole!). Mangeremo l’ottimo e fresco cibo che il nostro cuoco preparerà per noi. Dormiremo su spiagge paradisiache nelle nostre tende, passeremo una tranquilla serata sotto un incredibile cielo stellato. Campeggio libero.

Giorno 21

Isole Dahlak

Potremo fare snorkeling tra le barriere coralline, acque cristalline, pesci colorati, tartarughe, mante, delfini… Un bellissimo paradiso unico al mondo. Campeggio libero.

Giorno 22

Isole Dahlak – Massawa

Continueremo approfittando delle ultime ore della nostra navigazione prima di dire addio alle splendide Isole Dahlak. Sbarcheremo nella città di Massawa. Hotel.

Giorno 23

Massawa – Asmara – Italia

Torneremo nella capitale, Asmara, per continuare a scoprire gli angoli più belli di questa città coloniale ben conservata. All’ora concordata, trasferimento in aeroporto per la partenza del volo di ritorno internazionale. Notte in volo

Giorno 24

Arrivo In Italia

Arrivo a Milano o Roma.

Note

L’itinerario è provvisorio e potrebbe essere modificato durante il percorso.

January
February
March
April
May
June
July
August
September
October
November
December
Disponibilità alta
Disponibilità bassa
Non disponibile

Dettaglio prezzi

Prezzi e servizi inclusi

Gruppo MIN/MAX8/20 persone
Prezzo base2995€
Pagamento in loco800€
Suppl. partenza 31/07250€
Suppl. partenza 02/09150€
Suppl. gruppo da 8 a 9 persone210€
Suppl. gruppo da 10 a 15 persone150€
Suppl. individuale (su richiesta)490€

Nota: possibilità di non campeggiare nessuna notte. Supplemento: 60€ a persona in camera doppia / 100€ a persona singola.

Include

Guida Kananga in italiano se disponibile o inglese/spagnolo / guida locale in inglese in Etiopia e guida locale italiano/inglese in Eritrea / volo intercontinentale con Ethiopian Airlines / 2 voli interni / trasporto in veicoli 4×4 (max. 4 passeggeri per veicolo) nel sud dell’Etiopia; e minibus nel nord Etiopia ed Eritrea / autisti / alcuni alloggi / cuoco nel sud dell’Etiopia e le isole Dahlak / treno a vapore in Eritrea / navigazione Dahlak / pensione completa tranne indicato al paragrafo “non include “/ trasferimenti aeroportuali / assicurazione di viaggio personale.

Non include

Pasti in Addis Abeba e in Eritrea, cene in Eritrea (tranne tutte le colazioni e le isole Dahlak) / bevande / visto Etiopia (50 US$) e Eritrea (90 US$) / attività / mance/ tasse aeree (310€ con ET circa) / tasse locali.

Pagamento in loco

Ingressi a musei, chiese e monasteri / ingresso a P.N. Mago / attrezzatura da campeggio / alcune attività / guide per le visite alle tribù / alcuni alloggi / barca sul Lago Tana, sul Lago Chamo e sulle isole Dahlak / ingresso alle isole Dahlak.

Torna in cima