L’esperienza

Più di 2.000 anni fa il sud della penisola arabica e gli attuali Gibuti, Etiopia ed Eritrea erano parte di un unico impero: il Regno di Saba. Nel più classico dei nostri tour in 26 giorni esploreremo il nord storico dell’Etiopia con le sue chiese scavate nella roccia a Lalibela. La civiltà perduta di Axum con i suoi segreti ben custoditi, l’Arca dell’Alleanza e i castelli e i bagni medievali a Gondar, tutte testimonianze pervenuteci sino ad oggi. Proseguiremo fino alla selvaggia natura dei Monti Simien, dove faremo un trekking per incontrare la specie endemica dei babbuini gelada. Costeggeremo il Lago Tana visitando i suoi bellissimi monasteri e sentiremo la forza delle Tis Abay, le cataratte del Nilo Azzurro. Poi nel sud cominceremo un altro viaggio nel quale ammireremo gli stili di vita dei popoli della Valle dell’Omo. Popoli come gli Hamer, i Benna, gli Tsemay o i Dorze, cercando di conoscere da vicino tribù come Arbore, Ari, Mursi, Konso e Borena. Percorreremo piste in paesaggi aridi fino ad arrivare all’inizio della Grande Faglia del Rift, nel Golfo di Tadjoura, incrociando il vicino stato di Gibuti. Li, dove la luna si specchia nel Mar Rosso, diremo addio al “Corno d’Africa”. Un tour molto completo, di immenso interesse etnico, paesaggistico e culturale.

Dettagli

  • Viaggio in gruppo
  • Hotel, Lodge, Campeggio, Campeggio libero
  • Guida Kananga di lingua italiana (se disponibili) o inglese/spagnola
  • 3 voli interni

Attività extra

  • Cerimonia Hamer
  • Snorkeling

Particolari del percorso

  • Trekking nei monti Simien alla ricerca dei babbuini Gelada
  • 2 notti a lalibela, patrimonio dell’Umanità
  • Nella Valle del fiume Omo visiteremo le etnie e tribù più sorprendenti del paese
  • Il punto più profondo del continente Africano, il Lago Assal (Gibuti)

Tappe significative del tour Regno di Saba

Tradizioni Etiopi

All’interno del tour Regno di Saba scopriremo le più antiche tradizioni etiopi. Anche se in molti pensano che la regina di Saba venga dallo Yemen, gli etiopi affermano che lei visse e regnò fuori dalla città di Axum. La regina, conosciuta come Makeda, si dice, regnò durante l’XI e il X secolo a.C. su un vasto impero che comprendeva l’attuale Etiopia, Yemen, Gibuti ed Eritrea. Arrivò a possedere una flotta con più di 70 navi e carovane di oltre 500 cammelli, con cui, commerciava con paesi lontani come l’India. Makeda, attratta dalla fama di un monarca di nome Salomone. Si trasferì nelle lontane terre di Gerusalemme portando regali come oro, avorio e spezie. In segno di ringraziamento, il re la invitò a rimanere nel palazzo reale. Un giorno Makeda decise di tornare ad Axum, convertita al giudaismo, e con in grembo Menelik, che più tardi divenne il fondatore della dinastia salomonica che ha governato l’Etiopia quasi ininterrottamente fino al 1974. All’età di 22 anni il monarca Menelik tornò a Gerusalemme per incontrare suo padre. Fu accolto con tutti gli onori, rimanendo per un totale di tre anni in città. Prima del suo ritorno nel palazzo di Axum, Menelik sognò che, per desiderio divino, avrebbe dovuto rubare l’Arca dell’Alleanza e portarla con sé in Etiopia. Lo fece e, sebbene all’inizio il re Salomone mandò le sue truppe per catturarlo, alla fine lo lasciò partire perché anche lui aveva fatto lo stesso sogno di Menelik. D’allora, l’Arca dell’Alleanza è rimasta in Etiopia, nella chiesa di Santa Maria di Sion ad Axum, custodita da un sacerdote, l’unico che la può contemplare.

Etnie

Uno degli aspetti più stimolanti del tour Regno di Saba è la grande diversità etnica in cui ci imbatteremo durante il tour. Nella zona sud dell’Etiopia, precisamente nella Valle dell’Omo, che è stata per millenni punto d’incontro tra diverse culture e gruppi etnici e a Gibuti entreremo in contatto con popolazioni uniche come:

Alaba: insediati a metà strada tra Awasa e Arba Minch, le case de la tribù degli Alaba colpiscono per le loro vistose decorazioni con disegni geometrici all’interno ed all’esterno. Sono di grosse dimensioni ed in esse vive una sola famiglia. Gli Alaba sono bravi lavoratori, coltivano specialmente caffè e peperoncini rossi. Gli uomini sono soliti portare dei caratteristici grandi cappelli di paglia intrecciata.

Dorze: noti per le loro “case elefante” o case a cupola. I Dorze sono un piccolo gruppo etnico omotico. Vivono in villaggi a circa 2.500m d’altitudine, con un clima freddo ed umido tutto l’anno, che consente di coltivare solo il falso banano, il tabacco ed alcuni tipi di frutta tropicale. La loro principale attività, oltre all’agricoltura di sussistenza, è la tessitura con il cotone.

Konso: fino a non molto tempo fa il gruppo etnico Konso era praticamente sconosciuto. Una società pagana con un complesso sistema di gradi in funzione dell’età. Hanno una ricca cultura e sono ottimi agricoltori. Le terrazze in pietra, splendidamente costruite, hanno permesso loro di sviluppare l’agricoltura in una regione arida, ottenendo grazie a ciò buoni risultati. Quando muore un guerriero Konso viene onorato con una serie di sculture scolpite in legno, le famose “waga” di Konso

Ari: abitano il confine settentrionale del Mago National Park. La loro popolazione è di circa 10.000 abitanti. Hanno grandi quantità di bestiame e sono produttori di miele che, normalmente, usano come moneta.

Mursi: sono i più noti tra tutti quelli che abitano la Valle dell’Omo. I Mursi, che sono circa ottomila, sono pastori nomadi che si muovono secondo le stagioni tra la bassa steppa di Tama e le colline Mursi nel Parco Nazionale del Mago. Alcuni Mursi praticano l’agricoltura in aree in cui la mosca tse-tse non consente l’allevamento del bestiame. La loro lingua è di origine nilotica-sahariana. Probabilmente, la più eccezionale delle loro tradizioni è quella delle donne di portare un piatto di ceramica sul labbro inferiore, come simbolo di bellezza. La cerimonia che caratterizza i Mursi è la Donga, una lotta molto violenta con bastoni lunghi 2 metri, tra diversi uomini per acquisire prestigio e, spesso, per decidere il capo della comunità.

Benna: si ritiene che ci siano circa 35.000 persone che abitano nella zona superiore ad est del Parco Nazionale del Mago. La maggioranza pratica l’agricoltura e la loro dieta è completata dalla caccia. Quando uccidono un bufalo decorano il corpo con argilla e lo festeggiano con una celebrazione nel villaggio.

Hamer: Il territorio Hamer si va restringendo dalle pianure dell’Omo inferiore verso Chew Bahir. La loro popolazione è di circa 50.000 abitanti. Allevano mucche e capre e coltivano sorgo, verdura, tabacco e cotone. Questo gruppo etnico è noto per le sue raffinate ceramiche e le sue caratteristiche acconciature. Le donne mescolano il grasso animale con l’ocra per spalmarlo sui capelli, creando squisite acconciature color rame. Se un uomo ha ucciso un nemico o un animale pericoloso, gli è permesso indossare un copricapo di argilla e piume di struzzo, che può portare da un minimo di 3 mesi a un massimo di un anno. Gli Hamer sono anche considerati maestri nella decorazione del corpo. Ogni ornamento ha un significato speciale come gli orecchini, che indicano il numero di mogli che un uomo possiede. Le donne indossano collane di perle, bracciali di ferro a spirale e hanno la pelle decorata con conchiglie. Gli ornamenti di ferro intorno al collo, conosciuti come “ensente”, sono indossati solo da donne sposate o fidanzate e indicano il prestigio e la ricchezza del marito. Le donne single o giovani portano una lamina di metallo tra i capelli. Il rituale più importante degli Hamer è l’Ukuli Bula o “Toro che salta”, una cerimonia di iniziazione in cui un giovane diventa adulto e presto potrà sposarsi. Il giovane, con la sua caratteristica acconciatura e completamente nudo, deve saltare sopra una serie di mucche messe in fila senza cadere.

Borena: sono pastori semi-nomadi che abitano la regione arida e calda delle pianure ad est di Konso. Le loro vite sono dedicate interamente al bestiame. Durante la lunga stagione secca si ingegnano per trovare l’acqua per i loro greggi. Per combattere questo problema, i Borena hanno sviluppato una soluzione particolare, “i pozzi canterini“. Sono pozzi che scavano in profondità nella terra e che sono singolarmente assegnati a ciascun clan. Per dare acqua al bestiame, gli uomini fanno una specie di scala umana dal fondo del pozzo (circa 30 m) e sollevano secchi d’acqua facendoli passare di mano in mano e riempiono gradualmente i canali. Il lavoro è incredibilmente difficile e gli uomini di solito cantano in armonia per incoraggiarsi a vicenda. Diverse centinaia di mucche si riuniscono per bere nei canali allo stesso tempo, diventando qualcosa di memorabile da vedere.

Nomadi Issa e Afar: lasciata la città di Harar diretti a Gibuti, il paesaggio inizia ad assumere tratti desertici. Stiamo entrando nella terra dei nomadi Issa. Al nord, in Gibuti, incontreremo invece i nomadi Afar. Queste tribù utilizzano i cammelli come bestie da soma e per ricavarne latte. I loro accampamenti sono costruiti con sottili pali di legno piegati a forma di arco e coperti con teli tessuti dalle donne con fibre vegetali o foglie di palma. Inoltre, le donne svolgono la gran parte dei compiti come procurarsi l’acqua, curare i bambini e gli animali e scambiare le merci al mercato. Queste due tribù nomadi discendono dallo stesso gruppo etnico (orientale camitico), parlano lingue imparentate (cuscitiche) e condividono la stessa religione (Islam). Non sono però mai riusciti a mantenere buone relazioni tra di loro.

Nove patrimoni dell’Etiopia

Un altro grande motivo d’interesse del tour Regno di Saba sono i Nove patrimoni dell’umanità che visiteremo.

Lalibela: è la prima tappa del tour Regno di Saba. Patrimonio Mondiale dal 1978, il complesso di chiese scavate nella roccia di Lalibela è straordinario, eccezionale e unico al mondo. Lalibela non è un insieme di templi inerti, è da più di 900 anni un centro spirituale e religioso, con templi attivi dove incontreremo sacerdoti, religiosi e pellegrini in un ambiente unico. Costruito durante il regno del re Lalibela nel XII secolo (dinastia Zagwe la unica che riuscì a interrompere il periodo salomonico), si compone di un insieme di 11 chiese distribuite in due chiostri, uno a nord-ovest con sei chiese, un altro a Sud-est con quattro. Nel mezzo, troviamo la chiesa di San Giorgis, la più imponente e caratteristica di tutte le chiese monolitiche.

Le chiese di Lalibela sono state costruite seguendo due diversi metodi:

  • formazioni monolitiche scavate sotto il livello del suolo, come le chiese del chiostro orientale e di San Giorgis.
  • Scavato sui fianchi verticali della roccia o utilizzando cavità o crepe esistenti. Questo sono quelle che vedremo nel chiostro occidentale.

Axum: Aksumai, figlio di Etiopico ed uno dei bisnipoti di Noè, fondò Axum e fu il capostipite della dinastia che governò la città per molte generazioni. È la città più antica dell’Etiopia, nonché la città santa della chiesa ortodossa etiope. La prima cosa che vedremo arrivando ad Axum è il gigantesco monolite di granito alto 23m, attribuito al re Ezana. Li vicino c’è un altro monolite di 33m, anche se si crede che non si riuscì mai a posizionarlo in piedi a causa della sua base troppo ristretta. Questi monoliti hanno il significato spirituale di avvicinare le anime al cielo. Altri luoghi simbolo della città son la chiesa di Santa Maria di Sion (ove è custodita l’Arca della Alleanza), il palazzo del re Kaleb e le sue fantastiche tombe, il palazzo della regina di Saba, le tombe della falsa porta e il parco del re Ezana.

Parco Nazionale Monti Simien: a metà strada tra Axum e Gondar troveremo i monti Simien, un brusco contrasto con l’Etiopia storica del nord. Su queste montagne, chiamate “incantate”, entreremo in contatto con la vita selvaggia del paese. Uno dei posti più affascinanti del Continente con cime di oltre 4.000m (Ras Dashen, la più alta, arriva a 4.553m), che ci presenteranno spaventosi burroni ed enigmatici rilievi vulcanici. Il modo migliore di vivere questo impressionante spettacolo naturale è l’accamparsi. Qui nel Parco Nazionale Monti Simien faremo delle camminate con poco dislivello alla ricerca della specie di primati autoctoni più caratteristica della regione, i babbuini gelada (Theropithecus gelada). Sono camminate molto belle e poco faticose. Non sono per niente tecniche e nonostante un’altitudine di oltre 3.000 metri non presentano difficoltà. Cammineremo per un massimo di 3 ore e mezza a passo lento.

Gondar: conosciuta come “Camelot d’Africa”, si trova all’incrocio di tre delle principali rotte carovaniere. È il posto ideale per diventare una capitale e infatti lo è stata per più di 250 anni dalla sua fondazione da parte dell’imperatore Alam Sagad o Fasílades nel 1635. La caratteristica più impressionante di questa città è la cittadella Fasil Ghebbi. Al suo interno troveremo un esempio unico di stile architettonico, chiamato stile di Gondar. Su una base di stile arabo locale, si vedono influenze dello stile barocco europeo introdotte dai missionari portoghesi e le tecniche architettoniche indiane della calce cotta portata dai maestri costruttori arrivati da Goa. Il recinto reale è circondato da un muro di novecento metri di lunghezza con dodici porte e due ponti. Al suo interno sono raggruppati diversi edifici storici, tra cui spicca il castello di Re Fasilades, che è il capolavoro dello stile Gonder. Un altro degli edifici emblematici è l’Abbazia di Debre Birhan Selassie, con la sua chiesa circolare, decorata al suo interno da bellissimi murali con oltre ottanta cherubini sul tetto.

Tiya: dei 160 siti archeologici scoperti fino ad oggi nella regione di Sodo. A sud di Addis Abeba, quello di Tiya è uno dei più importanti. Vi si trovano 36 monumenti tra i quali 32 steli scolpite con rappresentazioni di spade e simboli enigmatici. Questi steli, sono le vestigia di una cultura etiope protostorica che non si è potuto datare con precisione.

Terraze Konso: questa zona è un territorio arido di 55 km² . Contiene terrazze e muri in pietra, insediamenti fortificati situati nell’altopiano di Konso, nel sud-ovest dell’Etiopia. Il paesaggio, nel quale si possono trovare statue antropomorfe in legno che simboleggiano eventi particolarmente eroici, è un chiaro esempio dei valori comuni, della coesione sociale e della conoscenza dell’ingegneria delle loro comunità. “Un museo vivente in cui le persone vivono e mantengono le loro tradizioni e costumi”, secondo il direttore del Ministero della conservazione, cultura e turismo dell’Etiopia Hailu Zeleke.

Valle del Fiume Omo: è un luogo unico che ospita la maggior concentrazione di etnie del paese. Gli antropologi credono che questa zona del sud del paese era di gran confluenza culturale, un crocevia di differenti gruppi etnici (kushiti, nilotici, omotici e semiti). Le etnie della Valle dell’Omo sono tra le più affascinanti del continente africano. Situata vicino al Lago Turcana, la Valle del basso Omo è un sito preistorico di fama mondiale, Patrimonio dell’umanità. In questo sito sono stati ritrovati numerosi fossili, in particolare i resti dell’homo gracilis, che rivestono un’importanza essenziale per lo studio dell’evoluzione dell’essere umano.

Valle del Basso Awash: La valle del basso Awash possiede uno dei più importanti siti di ritrovamenti paleontologici del continente africano. I resti di ominidi trovati in questo luogo – alcuni dei quali risalgono a quattro milioni di anni fa – hanno fornito informazioni essenziali sull’evoluzione della specie umana, che hanno modificato la nostra visione della storia dell’umanità. Il ritrovamento più spettacolare è avvenuto nel 1974, quando sono stati scoperti 52 frammenti scheletrici che hanno permesso la ricostituzione dello scheletro della famosa “Lucy”, che ora possiamo vedere nel Museo Nazionale di Addis Abeba.

Harar: Città storica di lunga tradizione islamica. Per molti periodi è stata in conflitto con l’Etiopia cristiana occidentale e, in altri periodi, era una città-stato indipendente. La città arrivò a emettere la propria valuta e fiorì il commercio di caffè e khat (albero dell’Africa orientale, le cui foglie hanno un effetto stimolante) con Arabia, Egitto e India. Nel 1854 Richard Burton, il famoso esploratore inglese, fu la prima persona non musulmana a penetrare nella città. Un altro personaggio famoso che passò, e che vi risiedeva negli ultimi anni della sua vita fu il poeta francese Rimbaud. La sua casa (anche se probabilmente viveva in una molto più umile) è ora un interessante museo dedicato al poeta. Harar è completamente murata e ha sei porte. All’interno delle sue mura ci sono un totale di 87 moschee, che la rendono la città con la più alta concentrazione di moschee nel mondo. La tradizione ci dice che, in tempo di carestia, le iene scendevano dalle montagne divorando anche qualche cittadino. Il popolo di Harar ha osservato che lasciando gli avanzi del cibo in punti precisi verso la periferia della città, non si sono più verificati attacchi. Così nacque la tradizione, tramandata di padre in figlio, di una persona incaricata di dar da mangiare alle iene. Ogni giorno, al tramonto, possiamo ammirare e persino partecipare a questo spettacolo unico al mondo.

Altri luoghi di interesse del tour Regno di Saba

Gibuti: raramente lo troverete in una brochure turistica. È un luogo da sogno che ha attirato scrittori come Rimbaud, o Monfreid Kapuscinski, che è venuto in questa terra in cerca di immagini e sensazioni. Si ritiene che il nome di Gibuti sia stato dato dai nomadi Issa e derivi da “Djab Bouti” che significa “mostro sconfitto”. Secondo la leggenda Issa, un essere mostruoso divorava gli uomini e gli animali finché, dopo un faticoso inseguimento, gli uomini Issa riuscirono a sconfiggerlo nel luogo in cui oggi sorge la capitale, città di Gibuti. Forse invece il nome deriva dalla parola “Gabouti” o “Gabod” che significa “altopiano” nella lingua Afar. L’arido Gibuti, porta d’accesso al “Corno d’Africa”, è costituito per il 90% da deserto ed è un paradiso per i geologi. È qui che nasce la faglia Great Rift che inizia nel Golfo di Tagiura e separa il Lago Assal dal Lago Goubet, e sulla strada per Tagiura ammireremo lo spettacolare “Dimbya canyon” che scende verso il mare. È un’area di grande concentrazione di attività sismica e vulcanica. La città di Gibuti, la capitale, è una città portuale i cui abitanti arrivano dal deserto e dalle terre dell’interno e hanno costruito le loro case per far fronte al caldo torrido: sono bianche e ariose, costruite con blocchi di corallo fossilizzato.

Lago Abbe: sorge in pieno territorio Afar, è un paesaggio lunare con centinaia di formazioni calcaree simili a camini, alcuni dei quali alti fino a 50 m, con acque termali sulfuree e geyser che emanano acqua calda. È qui che è stato girato il film “Il pianeta delle scimmie”. Un ambiente ideale per godersi il magnifico tramonto o l’alba sul lago. Anche se il clima può essere pesante a Gibuti, poiché è dove farà più caldo durante il nostro tour, con temperature che possono raggiungere i 40 ° C in luglio / agosto, la visita al Lago Abbe vale la pena!

Lago Assal: uno dei momenti più belli del viaggio è la vista sul lago Assal che, in lontananza, può essere visto come una grande massa bianca circondata da rocce vulcaniche nere e le spiagge della baia di Ghoubbet costellate di isole. Questo lago ha una salinità di 360 gr / litro, praticamente uguale a quella del Mar Morto. Il lago Assal ha un’altra caratteristica che lo rende unico: è l’inizio della grande Rift Valley, punto di separazione di tre placche continentali: l’africana, la somala e l’araba. La graduale separazione di queste placche tettoniche provoca un progressivo collasso. Il livello attuale è più di 150m sotto il livello del mare; il punto più profondo del continente africano e il terzo del mondo; il sogno di ogni amante della geologia.

Baia di Tadjoura: Tadjoura è la città più antica di Gibuti. Chiamata la Città Bianca delle Sette Moschee, si trova sulla costa, nella zona settentrionale del Golfo di Tadjoura. L’agricoltura e la pesca sono le principali attività economiche della popolazione locale.

I trekking del tour Regno di Saba

Gli itinerari nei nostri tour sono programmati per approfondire la natura e la storia del paese. Sarete accompagnati dalla nostra guida Kananga e dalla nostra guida locale in ciascuna area. Non è necessaria una preparazione fisica specifica per effettuare questi trekking, ma è necessario avere una condizione fisica minima. Il ritmo sarà contrassegnato in base al vostro stato di forma, si potranno fare 2 o 3 gruppi se necessario. Non sono obbligatori o essenziali per poter continuare con l’itinerario previsto nel percorso, ma sono assolutamente raccomandabili per poter godere delle meraviglie che scopriremo durante i loro percorsi. Per coloro che hanno difficoltà si può parlare con la nostra guida per cercare di organizzare un’attività alternativa.

  • Lalibela: Monastero di Asheton Maryam: se il tempo lo consente, potremo fare questo trekking per visitare il monastero, situato a circa 3.200 m di altitudine, e fondato dal re Neakutoleab. La salita dura circa 30 minuti e l’altitudine rende la respirazione un po’ difficile, quindi dovremo andare a un ritmo lento. La discesa può essere lungo lo stesso percorso o una un po’ più lungo (1 ora circa), attraverso una foresta di cedri e belle vedute. In caso di forti piogge che ci impediscano di fare questo trekking potremo visitare Yemhrahane Kristos, un bellissimo monastero situato a circa 2.700 m di altitudine, facilmente accessibile.
  • Monti Simien: questo parco nazionale ospita la vetta più alta del paese, il Ras Dashen (4.553 m), nonché una curiosa specie di primati autoctoni, il babbuino gelada (Therapithecus gelada). Ci sono diverse opzioni di trekking, da 4 giorni a 2 ore. Cercheremo di fare un trekking di circa 2 ore. senza difficoltà, lungo maestosi burroni, circondati da cime di circa 4.000 metri. Vicino alla nostra area di campeggio cammineremo verso una bellissima cascata attraverso un sentiero molto piacevole (2 ore totali circa). In questa zona saremo sempre accompagnati da una guida locale e da un ranger.

Raccomandazioni del tour Regno di Saba:

  • Scarpe da trekking, impermeabile ed una giacca o felpa.
  • Portare abbastanza acqua (parlatene con la vostra guida).
  • Contrattare dei portatori per farvi trasportare gli zaini. A fronte di una piccola mancia gli sarete molto grati (parlatene con la vostra guida).
Prezzo base
4.194,00
Disponibilità
Da luglio a ottobre
Durata
26 giorni
Stati attraversati
Djibouti, Etiopia

Itinerario

Giorno 1

Italia – Addis Abeba

Volo intercontinentale da Milano o Roma. Notte in volo

Giorno 2

Addis Abeba

Arrivo ad Addis Abeba o “Nuovo Fiore”. Visiteremo i punti più importanti della movimentata capitale, tra questi le colline Entoto, il museo nazionale ed il Mercato. Hotel.

Giorno 3

Addis Abeba – Lalibela

Voleremo a Lalibela per esplorare l’ottava Meraviglia del Mondo: un insieme unico di chiese scavate nel basalto rosso, in cui la devozione di centinaia di pellegrini guiderà i nostri passi attraverso un labirinto di chiese. Hotel.

Giorno 4

Lalibela

A Lalibela la devozione di centinaia di pellegrini ci condurrà attraverso un laberinto de 11 chiese divise in due gruppi, con la meglio conservata separata dalle altre, Bete Giorgis, coronata da una imponente croce. Visiteremo alcuni dei monasteri nella periferia della città come quello di Asheton Maryam, fondato dal re Neakutoleab. Hotel.

Giorno 5

Lalibela – Axum

Voleremo ad Axum, luogo di civiltà perdute, dove si trovano tombe di grandi re, sotto monoliti giganti nel campo delle stelle. Un altro posto emblematico della città è la chiesa di Santa Maria di Sion, dove si dice sia conservato un preziosissimo tesoro, l’Arca dell’Alleanza. Hotel.

Giorno 6

Axum – Parco Nazionale Monti Simien

Il paesaggio cambierà mano a mano che avanzeremo lungo una pista a zig zag, addentrandoci nelle montagne fino a giungere allo spettacolare Parco Nazionale dei Monti Simien. Campeggio libero.

Giorno 7

Parco Nazionale Monti Simien – Gondar

Circondati dalle cime più alte del paese faremo dei trekking lungo i bellissimi scenari naturali della valle del Rift, habitat degli endemici e simpatici babbuini gelada. Verso sera ci sposteremo a Gondar. Hotel.

Giorno 8

Gondar – Bahar Dar

Cammineremo tra gli affascinanti castelli, le terme del Re Fasilades e la bellissima chiesa di Debre Berhan Selassie, con i suoi oltre ottanta cherubini che ci guarderanno incuriositi. Proseguiremo fino a Bahar Dar costeggiando il gran Lago Tana. Lodge.

Giorno 9

Bahar Dar – Addis Abeba

In barca visiteremo alcuni dei monasteri più belli situati sul lago. Potremo osservare i pescatori con le loro barche tradizionali chiamate “tankwa”, fatte di papiro. Scopriremo il “Tis Abay”, tradotto dall’amara “acqua fumante”, le impressionanti cascate del Nilo Azzurro, con un salto di circa 45 m. Volo per Addis Abeba. Hotel.

Giorno 10

Addis Abeba – Tiya – Lago Awasa

Ci muoveremo verso sud con un 4×4 e ci dirigeremo verso le sponde del bellissimo Lago Awasa dalle fresche acque, con una gran varietà di uccelli. Lungo il cammino visiteremo Tiya, un importante sito archeologico che ospita ben 32 steli. Lodge.

Giorno 11

Lago Awasa – Arba Minch

Scopriremo l’architettura dei Dorze, noto per le sue case a volta, prima di raggiungere Arba Minch. Lodge.

Giorno 12

Arba Minch – Lago Chamo – Valle dell’Omo – Jinka

Navigheremo in barca sul lago Chamo tra ippopotami e coccodrilli. Visiteremo gli insediamenti di Konso e incontreremo gli Tsemay. Attraversando luoghi frondosi arriveremo alla Valle dell’Omo, passando per Jinka, villaggio con una grande mescolanza di gruppi etnici. Hotel.

Giorno 13

Jinka – Parco Nazionale Mago – Tribu Mursi – Turmi

Entreremo nel P.N. Mago per visitare i villaggi Mursi, conosceremo il paesaggio della savana e della fauna del parco. Più tardi, nei mercati settimanali dei Karo, Ari, Benna e Hamer conosceremo i loro prodotti. Campeggio

Giorno 14

Tribù Hamer e Benna – Turmi

Nei loro mercati settimanali i Tsemay, i Benna e gli Hamer ci offriranno i loro prodotti. Nel pomeriggio, se saremo fortunati, potremo assistere a una cerimonia o ad un rituale in un villaggio di Hamer (non incluso). Campeggio

Giorno 15

Tribù Karo – Turmi

Sulle rive del fiume Omo potremo ammirare i bellissimi disegni corporali del gruppo etnico Karo. Campeggio

Giorno 16

Turmi – Tribù Tsemay e Konso – Yabelo

A Woito entreremo in contatto con gli Tsema e poi a Konso conosceremo le sue terrazze di pietra, patrimonio dell’umanità UNESCO. Hotel locale.

Giorno 17

Yabelo – Cratere del Sod – Dila

Scenderemo nel cratere del Sod per conoscere la dura vita degli estrattori di sale nel lago. Ci sorprenderanno i canti dei Borena ai pozzi mentre raccolgono l’acqua durante la stagione secca prima di dirigerci verso nord. Hotel.

Giorno 18

Dila – Bishoptu

Lasceremo la regione di Omo per il nord, incrociando la regione di Awasa e la regione dei Guji, verde e fertile. Mangeremo ad Awasa e proseguiremo lungo il tragitto ammirando un meraviglioso tramonto. Lodge.

Giorno 19

Bishoptu – Parco Nazionale Awash

Raggiungeremo il Parco Nazionale Awash, ricco di meravigliosi paesaggi di savana, habitat di antilopi, coccodrilli, facoceri. Al tramonto raggiungeremo la nostra zona d’accampamento. Campeggio libero.

Giorno 20

Parco Nazionale Awash – Harar

Attraversando campi di khat raggiungeremo Harar, la città con la maggior concentrazione di moschee del mondo, dove vissero Burton e Rimbaud. La notte daremo da mangiare alle iene che vivono ai margini della città. Hotel.

Giorno 21

Harar – Dire Dawa

Tempo libero ad Harar per visitare il suo chiassoso mercato e la città vecchia fortificata con le sue sei porte d’entrata. Visiteremo la casa-museo del poeta francese Arthur Rimbaud. Trasferimento via terra a Dire Dawa. Hotel.

Giorno 22

Dire Dawa – Lago Abbe (Djibouti)

Attraverseremo la frontiera per entrare a Gibuti e calpestare il suo arido suolo, territorio dei nomadi Issa e Afar. Su mezzi 4×4 ci dirigeremo al Lago Abbe, un remoto paesaggio lunare, con formazioni calcaree simili a ciminiere, alte fino a 50 metri, acque termali sulfuree e geyser che eruttano acqua bollente. Qui è stato girato il film “Il pianeta delle scimmie”. Arriveremo nel tardo pomeriggio per evitare le ore più calde della giornata e per goderci un meraviglioso tramonto. Campeggio tradizionale.

Giorno 23

Lago Abbe – Tadjoura

Ci alzeremo presto per poter ammirare l’alba sul Lago Abbe. Ripartiremo attraversando il deserto fino al Lago Assal, il più profondo di tutta l’Africa. Nel tardo pomeriggio arriveremo nella millenaria città di Tadjoura incastonata nel Golfo di Adén. Hotel. Torneremo nella capitale, Asmara, per continuare a scoprire gli angoli più belli di questa città coloniale ben conservata. All’ora concordata, trasferimento in aeroporto per la partenza del volo di ritorno internazionale. Notte in volo

Giorno 24

Tadjoura

Possibilità di fare snorkeling per ammirare i fondali corallini e pesci dai mille colori oppure di passeggiare sulla spiaggia. Visiteremo Tadjoura con le sue viuzze strette e le sue sette moschee. Hotel.

Giorno 25

Tadjoura – Djibouti città – Addis Abeba

Ci trasferiremo a Città di Gibuti per visitare il suo vivace mercato dove si mescolano Africa e Arabia e dove le donne yemenite, afar, issa ed etiopi, con abiti colorati, discutono i prezzi delle merci. La notte prenderemo il volo di ritorno in Italia via Addis Abeba. Notte in volo.

Giorno 26

Addis Abeba – Italia

Arrivo a Milano o Roma.

Note

L’itinerario è provvisorio e potrebbe essere modificato durante il percorso.

January
February
March
April
May
June
July
August
September
October
November
December
Disponibilità alta
Disponibilità bassa
Non disponibile

Dettaglio prezzi

Prezzi e servizi inclusi

Gruppo MIN/MAX8/20 persone
Prezzo base3195€
Pagamento in loco600€
Suppl. partenza 31/07175€
Suppl. partenze 01/07 e 02/0995€
Suppl. gruppo da 8 a 13 persone95€
Suppl. individuale (su richiesta)370€

Nota: possibilità di non campeggiare nessuna notte. Supplemento: 90€ a persona in camera doppia / 150€ a persona singola.

Include

Guida Kananga di lingua italiana se disponibile o inglese/spagnola / guide locali di lingua inglese in Etiopia / volo intercontinentale con Ethiopian Airlines / 3 voli interni e volo da Djibouti a Addis Abeba / minibus nel nord e veicoli 4×4 nel sud (max. 4 viaggiatori per veicolo)nel sud e in Djibouti (giorni 22, 23 e 25) / autisti / alloggio secondo itinerario / cuoco nel sud / materiale per campeggio / pensione completa eccetto quanto indicato nella sezione “non include” / trasferimenti aeroportuali / assicurazione di viaggio personale.

Non include

Pasti ad Addis Abeba e Tadjoura (eccetto colazione) e Djibouti capitale / bevande / visto (50 USD Etiopia + 90€ Gibuti) / attività opzionali / tasse aeree (399€ circa con Ethiopian Airlines) / tasse locali / mance.

Pagamento in loco

Ingressi a musei, chiese e monasteri / ingresso a i parchi naturali / alcune attività / guide per le visite alle tribù / alcuni alloggi / barca nel lago Tana e nel lago Chamo.

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